Tosca – Teatro dell’Opera, Roma – April 2010

Cavaradossi è la star del momento al Metropolitan (e non solo), Marcello Giordani : timbro chiarissimo, volume da riempire il teatro e da scatenare applausi a scena aperta, perfetto nella dizione e nel fraseggio, nonché nella difficile “mezza voce”. E’ uso a cantare nell’enorme cavea del Metropolitan e ci dà un “Mario” tutto d’un pezzo, superiore a quanto di solito disponibile su piazza.
– Hans Sachs, Il Velino. it – 2 aprile 2010

La Bohème – Teatro Massimo, Palermo – February 2010

Marcello Giordani è un tenore siciliano in piena carriera, dal bel timbro di lirico – spinto e di ottima estensione verso le note più acute, molto apprezzato nel suo vasto repertorio.
Rodolfo, sin dalla metà degli anni ottanta, ha retto con sicurezza il famoso intenso Do di petto della “Speranza” in “Che gelida manina“ del primo atto… conferendo al personaggio la corretta credibilità nel contesto della recita….
Gigi Scalici, Liricamente – 13 marzo 2010

Simon Boccanegra – The Metropolitan Opera – January 2010

Il contibuto più emozionante è stato quello di Marcello Giordani come Gabriele Adorno… Per lo meno, questo tenore ha dimostrato che la potenza vocale non preclude l’introspezione.
– Martin Bernheimer, The Financial Times, 19 gennaio 2010

… il ruolo di Gabriele Adorno, l’impulsivo aristocratico innamorato di Maria, si addice [a Giordani], ed egli ha cantato con ardore e note alte ampie e vibranti.
– Anthony Tommasini, The New York Times – 19 gennaio 2010

Marcello Giordani era al massimo della forma nei panni di Gabriele Adorno, il ruolo che Domingo ha cantato solo qualche anno fa. Eccellente negli assoli, ha saputo modulare la sua voce voluminosa nei numerosi e gloriosi ensemble.
– Howard Kissel, New York Daily News – 28 gennaio 2010

Marcello Giordani [come Gabriele Adorno] era in forma vocale eccellente…. La sua luminosa voce di tenore lirico, con limpide frasi musicali d’impronta belcantista ed un legato che connette con facilità il registro grave a quello acuto, si addice ai ruoli verdiani, infatti non ha avuto alcuna difficoltà ad innalzarsi al di sopra dell’accompagnamento orchestrale.
Musical Criticism – Telecast del 9 febbraio 2010

Turandot – The Metropolitan Opera – October 2009

Ha cantato frasi con il calore d’un tenore pucciniano, ed ha lanciato degli acuti squillanti, compresa la cruciale nota alta della popolarissima aria “Nessun dorma.” (Tradotto dall’inlese)
– Anthony Tommasini, The New York Times – 29 ottobre 2009

A uguagliare [il soprano] in ardore era il tenore Marcello Giordani nel ruolo di Calaf, il principe che finalmente disgela il cuore di Turandot. Una gran parte del calore è stata generata dalla sua sontuosa voce tenorile, con un registro alto d’un risonante splendore. É vero che a volte egli rimbalza al di là dell’esatta tonalità, ma questo è ampiamente compensato dal suo appassionato canto di tenore tipicamente italiano. Il suo focoso “Nessun dorma” ha meritato le grida di “bravo” prima ancora che cessasse la musica.
James Jordan, New York Post – 2 novembre 2009

Tosca – Royal Opera House – July 2009

“[Marcello Giordani] ha interagito magnificamento come l’amante di Tosca, arrendevole davanti a lei, ma capace anche di tenerle testa quando deve liberarsi per far fronte alla situazione politica che lo preoccupa. La sua sfida Voltairiana nel secondo Atto era emozionante, e nel terzo atto, come il condannato a morte che non ha mai amato tanto la vita, egli era profondamente commovente. Giordani è stato visto raramente alla Royal Opera dopo il suo debutto nel 1995, ed è un peccato, perché tenori di questo calibro sono rarissimi. [Giordani] ha una voce robusta con note alte facili e elettrizzanti, ma è anche capace di belle frasi pianissimo nel terzo Atto, ciò che offre una esecuzione completa e convincente di questo ruolo tenorile.” (Tradotto dall’inglese.)
– John Woods, Musical Criticism.com – 12 luglio 2009

“Marcello Giordani è un Cavaradossi forte e sensibile. Il suo grido di Vittoria nel secondo Atto può far male ai timpani, ma successivamente la sua famosa e splendida aria, E lucevan le stelle, è coinvolgente e autentica.” (Tradotto dall’inglese.)
– Mark Valencia, WhatsOnStage – luglio 2009

Marcello Giordani, il quale purtroppo si esibisce raramente qui a Londra, è il tenore favorito del Metropolitan, ed è facile capirne il perché — la sua è una voce potente, corposa, squillante, ma lo stile è assai di più bel canto che non il solito urlato da bulldog in questo ruolo, e una volta tanto era veramente possibile immaginare come questo aristocratico potesse trasformarsi in pittore voltairiano. Sembrava esserci un rapporto spontaneo tra lui e Gheorgiou, le scene d’amore, spesso artificiose, erano realmente convincenti, ed egli ha superato quella che, secondo me, è la vera prova d’un grande Cavaradossi, con una esecuzione di “O dolci mani” delicata e elegantemente fraseggiata. (Tradotto dall’inglese.)
– Melanie Eskenazi, Opera Today – 11 luglio 2009

Spettava a Marcello Giordani d’inserire nella messa in scena un senso di passione, il che egli realizza con un’interpretazione piena di ardore romantico ed una serie di note alte elettrizzanti nel secondo Atto. A mio parere, la sua esecuzione è stata la parte migliore della serata. (Tradotto dall’inglese)
– Christian Hoskins, MusicOMH – luglio 2009

Ernani – Teatro Massimo Bellini – April 2009

Un Marcello Giordani eroico… nel senso più profondo del termine…. Il suo Ernani è appassionato e affettuoso, umano e pugnace: il tipo dell’uomo di alto sentire che era caro a Byron, a Foscolo a Pushkin. Marcello Giordani ha il fisico del ruolo e la voce lucida e forte, che sa levarsi senza sforzo e domina con naturalezza la scena. [Egli] colora con sicurezza i sentimenti…. Non ci sono oggi molte voci di tale forza, di tanta estensione, di così sfumate colorazioni.
– Sergio Sciacca, La Sicilia – 24 aprile 2009

La Damnation de Faust – Metropolitan Opera – November 2008

Il tenore ha immensamente ampliato la sua interpretazione drammatica e la sua paletta vocale negli ultimi anni. A 45 anni, Giordani ha trasmesso tanto il terrore che la tenerezza di Faust nella sua trasformazione da studioso disperato e solitario ad amante tormentato e, alla fine, ad uomo sconfitto che cerca conforto nel suo immenso inno alla natura che Giordani ha cantato con intensità nobile e sincera.
Verena Dobnik, Associated Press – 8 novembre 2008

Marcello Giordani era è stato un Faust di stile piuttosto italiano… ma ha cantato con discernimento e coerenza. E, cosa non sorprendente, ha affrontato le note alte della partitura con voce opportunatamente robusta o delicata.
Musical America.com – 10 novebre 2008

Il tenore Marcello Giordani presenta un Faust appassionato, ed impersona tanto l’amarezza della vecchiaia che l’impulsività della gioventù.
The Epoch Times, 17 novembre 2008

La Forza del destino – Wiener Staatoper – October 2008

Marcello Giordani ha cantato il ruolo di Alvaro a Vienna per la prima volta, ed ha totalmente adempiuto ai requisiti che questo ruolo impone. La voce, in ogni suo rispetto, si è ulteriormente sviluppata – “piani” sonori e sicuri, suoni “forti” emergenti dalla tensione, ed un fraseggio attraente. Già nel Primo Atto, l’artista seduce nel duetto di grande effetto con Leonora “Ah per sempre o mio bell’angiol” – pieno d’impeto e di dramma. La sua grande aria nel Secondo Atto, “La vita è inferno all’infelice”, è cantata nel migliore stile italiano, soprattutto il meraviglioso piano in “O tu che in seno agli angeli”, come purtroppo raramente si sente al giorno d’oggi. Particolarmente da segnalare è il duetto dell’Atto IV, “Le minacce, i fieri accenti”, che culmina in un folgorante crescendo. Complessivamente, un’esecuzione avvincente ed un’eccellente interpretazione del ruolo. Non si può chiedere di più. (Tradotto dal tedesco)
Der Neue Merker, 20 ottobre 2008

L’Alvaro di Marcello Giordani era convincente, con note alte risplendenti e ricco di nuance.
[Marcello Giordanis Alvaro überzeugt mit strahlenden Höhen und Nuancenreichtum.]
Wiener Zeitung – 8 settembre 2008

Edgar – April 2008

Fra i pochi tenori spinti di primo piano, Giordani è particolarmente adatto al ruolo di Edgar, un ruolo che cantava per la prima volta. Una voce di stile italiano squillante è indispensabile per elevarsi al di sopra delle dense orchestrazioni, e Giordani ha squillo in abbondanza. Si è guadagnato un applauso fragoroso per l’aria del secondo atto “Orgia, chimera dall’occhio vitreo.”
– Ronald Blum, Associated Press – 14 aprile 2008

A cantare il ruolo [di Edgar] è stato Marcello Giordani, il tenore italiano che ha appena completato una serie di repliche dell’Ernani di Verdi. In Edgar, egli era tutto ciò per cui e’ celebrato: virile, ardito, e tipicamente italiano. Era un atleta tenorile. Può introdurre un singhiozzo nella sua voce, ed un canto nel suo cuore – e tutto questo l’ha fatto…. ha dato prova di essere l’articolo autentico – un vero tenore italiano.
– Jay Nordlinger, The New York Sun – 15 april 2008

Con la sua emissione appassionata e le note alte solide e squillanti, il tenore Marcello Giordani ha investito il ruolo del protagonista di una nobiltà che il suo creatore aveva mancato di conferirgli.
– Steve Smith, The New York Times – 15 aprile 2008