Conferito a Marcello Giordani il “Premio Taormina per le arti e le scienze”

Marcello Giordani: Voce e Passione
Un incontro speciale con il Maestro Giordani, premiato in occasione della XXVI edizione “Premi Taormina per le Arti e le Scienze 2013 ” consegnati a personalità come lui, che hanno contribuito a valorizzare il nome di Taormina e della Sicilia in tutto il mondo.

Maestro Giordani Lei è considerato oggi tra i più interessanti tenori del panorama internazionale. Un artista del suo livello, dopo aver conquistato con la sua voce e il suo carisma l’Europa e l’America, cosa può ancora desiderare?

Direi che ho già realizzato tutti i miei sogni per quel che riguarda la mia carriera e ricevere un premio, soprattutto in Sicilia la mia Terra, è per me un grande onore.

Quanto la sua italianità ha contato sulle sue scelte professionali ed artistiche? Si sente debitore nei confronti della tradizione operistica italiana e in che misura?

Sono sempre debitore nei confronti dell’Italia e della tradizione operistica italiana, perché grazie all’Italia sono diventato quello che sono ed è per questo che con grande onore porto avanti la mia sicilianità e con orgoglio giro il mondo facendo conoscere la lingua italiana attraverso la musica.

La Fondazione titolata al suo nome è un punto di riferimento per molti giovani talenti. Come vive la Sua missione legata alla diffusione del belcanto italiano nel mondo.

Innanzitutto grazie per la domanda. La Fondazione nasce tre anni fa negli USA per aiutare i giovani talentuosi che hanno il desiderio di intraprendere questa carriera ma è anche quello di incoraggiarli ad imparare bene la lingua italiana che è poi lo scopo precipuo della Fondazione. Li aiutiamo con il monitoraggio, with scouting, con i concerti che condividono con me, con le masterclass ed il concorso che poi conclude questa esperienza.

I giovani e l’ opera: un rapporto interessante e sempre nuovo che riserva ampi margini di sorpresa.

Spero che i giovani che si accostano alla lirica siano sempre di più. Sono appena tornato da Bucarest dove ho avuto il piacere di essere in commissione per un concorso di canto. Ho incontrato molti giovani talentuosi dai 21 ai 32 anni. Grandi talenti, grandi voci ed una gran voglia di fare. Quindi credo e confido molto nei giovani e a dispetto di molte Cassandre che sostengono che l’opera sia destinata a morire, sono invece convinto del parere contrario.

Come vede la situazione in Italia e in Europa a livello di management culturali in ambito lirico e sinfonico? Pensa che dovremmo prendere spunto da certa sana imprenditoria americana e dal sistema della sponsorizzazione privata?

Taormina Teatro Greco_210x125Assolutamente si! Perché apprezzeremmo la meritocrazia, quella che negli USA premia la qualità, quella vera e durevole che non si esaurisce nello spazio di una manciata di apparizioni televisive. Se posso fare un po’ di polemica, oggi i mass media apprezzano solo il bell’aspetto. La bravura, la preparazione, lo studio nel canto lirico sono diventati un optional. Talent e reality show fanno credere che siano quelle le ‘verità’ del mondo della musica. Ma in realtà non è così.

Lei è cittadino e artista del mondo: come vive (e se lo vive) il senso della nostalgia, della lontananza, del ritorno alla sua terra. Temi e spunti che hanno costituito i motivi poetici di tanta produzione melodica, che tuttora costituisce gran parte del repertorio tenorile. Pensiamo alle tante canzoni napoletane…

Percepisco molto questo senso di solitudine quando vado all’estero, tuttavia mi riempio di gioia quando incontro italiani ed in particolar modo siciliani. C’è in loro un senso di fraternità che non trovo più nella nostra terra. Questa malinconia che provo viene quindi compensata da questa gioia. La malinconia ed il senso del distacco li porto sempre con me : è anche per questo che ritorno sempre con grande gioia nella mia Isola.

Dopo tanti anni di carriera, quali i ruoli nei quali oggi, in smagliante maturità, si riconosce per caratteristiche vocali e attitudini emozionali?

Senza alcun dubbio Puccini è l’autore che amo di più in assoluto, perché, a differenza di Verdi che è molto più cerebrale, è il compositore che parla molto di più alle corde del cuore e dell’anima. La sua musica costituisce il repertorio operistico che canto più volentieri.

Claudia Bilotti-Augsdörfer – Scenario

dic 4, 2013

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